Perché spetta al Presidente della Repubblica nominare il Governo?

Spread the love

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’Unità Nazionale; questo ricopre un ruolo di controllo e di garanzia ed è per questo che è al di sopra delle parti politiche.

Quindi, il Presidente della Repubblica (carica che dal 3 febbraio 2015 è ricoperta da Sergio Mattarella) rappresenta una sorta di personificazione istituzionale della Repubblica italiana.

Al Presidente della Repubblica è dedicato l’intero Titolo II della Costituzione italiana, dove ne vengono definite sia le modalità per l’elezione che le sue funzioni.

È su quest’ultime che dobbiamo soffermarci per capire cosa sta succedendo in questi giorni. Tra le tante funzioni del Presidente della Repubblica (molte delle quali disciplinate dall’articolo 87 della Costituzione) spicca quello della nomina del Presidente del Consiglio e – su proposta di quest’ultimo – dei Ministri (articolo 92 della Costituzione).

Naturalmente il Capo dello Stato deve tenere conto che sia il Presidente del Consiglio che i Ministri dovranno ottenere la fiducia da parte del Parlamento. Ecco perché Mattarella dovrà identificare (e non sarà facile) una figura che sia supportata dalla maggioranza del Parlamento.

Naturalmente il Capo dello Stato deve tenere conto che sia il Presidente del Consiglio che i Ministri dovranno ottenere la fiducia da parte del Parlamento. Ecco perché Mattarella dovrà identificare (e non sarà facile) una figura che sia supportata dalla maggioranza del Parlamento.

Cosa sono le consultazioni?

In questa fase di riflessione assumono una notevole importanza le consultazioni. Si tratta di incontri informali che hanno luogo al Quirinale a cui prendono parte singolarmente i Presidenti di Camera e Senato, i capigruppo parlamentari, gli ex Presidenti della Repubblica (in questo caso l’unico ancora in vita è Napolitano) e i leader degli schieramenti politici presenti in Parlamento.

È bene sottolineare comunque che non c’è alcun articolo della Costituzione che obbliga il Presidente della Repubblica ad intavolare le consultazioni; tuttavia questa prassi si è consolidata con il passare degli anni tanto da essere definita una vera e propria convenzione costituzionale.

In questi incontri il Capo dello Stato cerca di capire se c’è una figura in grado di formare un Governo sostenuto dalla maggioranza parlamentare. Cosa che ad oggi non c’è: nessuno tra Movimento 5 Stelle, Centrodestra e Partito Democratico, infatti, sembra essere disposto a fare un passo indietro, di conseguenza questo giro di consultazioni si dovrebbe concludere con un nulla di fatto.

Ecco perché prima di prendere una decisione Mattarella convocherà delle nuove consultazioni per la prossima settimana; solo allora il Presidente della Repubblica dovrebbe sciogliere le riserve.

 

(fonte: Money.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *