Perché non è vero che l’Italia ha ceduto porzioni di mare alla Francia

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Molti parlano della cessione alla Francia di ricchissime porzioni di mare”, ovvero “il nuovo accordo che lascia ai francesi le zone più pescose”, e che “sarà operativo alla chetichella nei prossimi giorni per colpa del governo.

In realtà gli accordi internazionali devono passare dalle aule parlamentari, e nessun accordo su questo argomento è passato. La cosa è stata smentita ufficialmente l’altro ieri dal ministero degli esteri:

«Relativamente alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici su possibili cessioni di acque territoriali alla Francia, si osserva che esse sono prive di ogni fondamento. L’accordo bilaterale del marzo 2015 non è stato ratificato dall’Italia e non può pertanto produrre effetti giuridici. I confini marittimi con la Francia sono pertanto immutati e nessuno, a Parigi o a Roma, intende modificarli. Quanto alla data del 25 marzo essa, come informa l’ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente “una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico” sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non è volta in alcun modo a “modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo”. L’ambasciata riconosce che “le cartine circolate nel quadro della consultazione pubblica contengono degli errori (in particolare le delimitazioni dell’accordo di Caen, non ratificato dall’Italia)” e aggiunge che “esse saranno corrette al più presto possibile”.
Si informa infine che a breve si terranno consultazioni bilaterali previste a scadenze regolari dalla normativa UE al solo fine di migliorare e armonizzare la gestione delle risorse marine».

Come scrive La Nuova Sardegna oggi:

Il mare sardo svenduto ai francesi non sarebbe altro che un errore su una cartina geografica. La miriade di dichiarazioni, post ed esposti, anche contro Gentiloni, vengono superati e smentiti da uno stringato comunicato del ministro francese dell’Ambiente, Nicolas Hulot. «Nella elaborazione di un documento strategico per il Mediterraneo il 26 gennaio abbiamo avviato una consultazione on line, che si concluderà il 25 marzo – scrive -. Ci siamo resi conto che le prime cartine pubblicate contengono errori sui confini marittimi con l’Italia: queste carte sbagliate saranno corrette quanto prima».

Insomma, nessun furto di mare, nessuna resa alle decisioni unilaterali di Parigi, ma solo un refuso grafico. Che però in Italia ha scatenato il putiferio. Con addirittura il premier Paolo Gentiloni sul banco degli imputati. Anzi, accusato da più parti di essere il vero colpevole di questa perdita di sovranità sulle acque tra la Sardegna e la Corsica. Tutto perché il 21 marzo 2015 Gentiloni era alla Farnesina e fu lui insieme all’allora ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, a sottoscrivere il trattato di Caen.

 

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