Perché gli infermieri scioperano il 12 e il 13 aprile

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Sciopero di di 48 ore, giovedì 12 e venerdì 13, degli infermieri italiani,  indetto dai sindacati di categoria dopo la mancata firma del Ccnl comparto Sanità: sono previsti disagi su tutto il territorio nazionale in ospedali, ambulatori e Asl, nell’erogazione dei servizi sanitari e amministrativi. Saranno comunque garantiti, come prevede la normativa vigente, i servizi minimi essenziali.

Il sindacato degli infermieri Nursing Up  ha proclamato lo stato di agitazione dopo la mancata firma all’Aran del Ccnl comparto Sanità. Prosegue la protesta, iniziata lo scorso 23 febbraio e che ha visto l’adesione del 70% dei professionisti sanitari e il blocco di ospedali, aziende sanitarie e ambulatori. Una lotta appoggiata, nei fatti, anche dalla Fnopi, Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche, che ieri in una lettera indirizzata ad Aran, Comitato di settore, Presidenza del Consiglio e ministri di Salute e Pubblica Amministrazione, ha chiesto il rispetto di cinque punti cruciali per il futuro della professione, punti coincidenti con quelli alla base delle contestazioni del Nursing Up: dignità professionale, un contratto che rispetti l’evoluzione della professione, regole che supportino la declinazione operativa delle potenzialità professionali, pari opportunità tra i professionisti della salute e un riconoscimento economico congruo alle responsabilità.

A chiamare a raccolta gli infermieri “c’è un calendario denso di appuntamenti partiti da ieri”, si legge in una nota di Nursing up che ricorda come “gli infermieri possano partecipare alle assemblee durante l’orario di servizio così come da accordo quadro sulle modalità di utilizzo delle prerogative sindacal

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