Perché gli adulti dovrebbero conoscere social come ThisCrush

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Sono tanti i social network sconosciuti agli adulti, che vengono invece frequentati da moltissimi bambini e ragazzi. I genitori e gli insegnanti conoscono per lo più Facebook, Instagram, WhatsApp, Twitter ma poi c’è tutto un mondo di social che sfugge al controllo e che attira poco l’attenzione degli adulti.

Una piattaforma, utilizzata principalmente nella fascia d’età 12-15 anni, ma che attrae anche molti preadolescenti è ThisCrush, che fornisce, a chi si iscrive, un indirizzo web specifico, consentendo a chiunque di fare domande e inviare commenti, anonimi e non, nei confronti della persona interessata.

ThisCrush, che significa letteralmente “questa cotta”, è stato pensato per aiutare coloro che in amore sono più timidi a fare il primo passo e a dichiarare il proprio interesse, considerando che permette anche di inviare messaggi mantenendo l’anonimato.

Il canale principale attraverso cui questa piattaforma si è diffusa tra i ragazzi è Instagram, uno dei social network più utilizzati: la maggior parte di loro connette l’indirizzo web della propria pagina ThisCrush alla bacheca del proprio profilo Instagram. In questo modo, i follower possono cliccare sul link e collegarsi alla pagina per interagire con quella persona, inviando ad esempio un like, un apprezzamento oppure dei messaggi.

Quali sono i rischi?

Sebbene ThisCrush sia nato con l’intento di contattare una persona che piace, molte volte il suo utilizzo sfocia in un uso distorto e pericoloso. Infatti, il fatto che si possa scrivere in forma anonima spesso legittima i ragazzi ad essere aggressivi, a rivolgere insulti, prese in giro, commenti negativi, anche di natura sessuale. Il tutto coprendosi dietro uno schermo, dove ci si sente deresponsabilizzati e forti del fatto che la propria identità sia nascosta.

Ciò che deve far riflettere è la violenza e il disprezzo con cui i ragazzi commentano, senza pensare minimamente al peso di certe parole: è come se non riconoscessero che dall’altra parte dello schermo ci sia una persona in carne ed ossa, con delle emozioni, e non un oggetto di cui poter fare quello che si vuole.

Inoltre, ciò che rende ThisCrush ancora più pericoloso è che, non essendo un’applicazione a tutti gli effetti ma una piattaforma web, non permette né di filtrare i messaggi ricevuti, né di bloccare gli utenti. Poiché non permette neanche di rispondere ai commenti ricevuti, i contenuti vengono spesso traghettati su altri social network: ad esempio, i ragazzi eseguono lo screenshot dei messaggi, lo condividono nelle stories del loro profilo Instagram, dove possono commentare e replicare.

In questo modo si innesca un circolo vizioso in cui leggere in continuazione una grande quantità di insulti e commenti provocatori, rischia di favorire una normalizzazione di tali comportamenti e una minore sensibilità da parte di coloro che leggono, che diventano più propensi ad inviare messaggi di odio (hate speech).

Il rischio più grande dunque è proprio quello di creare un terreno fertile per far attecchire episodi di cyberbullismo con ripercussioni gravissime per le vittime, che vengono invase nel profondo.

Parliamo di più di 2 adolescenti su 10 che ammettono di aver fatto intenzionalmente commenti negativi a qualcuno o su qualcuno per offenderlo; il 35% dei ragazzi dichiara di rimanerci molto male o di arrabbiarsi, se riceve messaggi negativi sotto i post, in particolare le ragazze (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).


Perché i ragazzi sono attratti da questo social network?

Moltissimi ragazzi ci hanno raccontato che ciò che li attira maggiormente della piattaforma è la possibilità di sapere cosa pensano gli altri di loro, attraverso i commenti che ricevono, di capire se nella cerchia dei follower ci sono persone che li apprezzano o li disprezzano. Quando ricevono un messaggio anonimo, sono ancora più spinti dalla curiosità di capire chi si nasconde dietro quel messaggio e attivano tutta una serie di tecniche per scoprirlo.

Oltre ad inserire nella sezione del profilo di Instagram il link di ThisCrush, creano delle storie per spronare gli altri ad utilizzare questo canale anonimo, fanno gli screenshot dei messaggi ricevuti e li condividono sui social network per vedere poi chi commenta e cercare di scoprire l’identità nascosta. Molte volte, però, non sanno gestire ciò che accade: le parole forti che a volte ricevono nei messaggi hanno un impatto sulla loro persona e autostima.

In fase preadolescenziale e adolescenziale, una delle problematiche più diffuse sembra proprio essere quella legata alla paura di non piacere, di essere criticati dagli altri. Si è spinti così da un forte bisogno di approvazione, da una ricerca costante del giudizio positivo che, se da un lato è fisiologico, dall’altro è spesso legato anche ad un’insicurezza di fondo e a una scarsa stima di sé.

La ricerca continua di attenzioni e la paura di non essere approvati porta molti ragazzi a sottomettersi, ad esporsi e a mettere in atto tutta una serie di azioni che possono farli soffrire e destabilizzarli. Sono disposti dunque a scaricare una piattaforma, accettando anche il rischio di subire insulti, offese e prese in giro, pur di sperare di ricevere commenti positivi e apprezzamenti.


Qual è il ruolo degli adulti?

Per poter aiutare in modo efficace i ragazzi, è necessario che i genitori in primis, ma anche gli insegnanti, si mettano in gioco, si informino di tutti i comportamenti adolescenziali associati all’uso di Internet, al fine di creare una maggiore vicinanza con loro, per contrastare le possibili conseguenze negative e accompagnarli a navigare in sicurezza nel web.

Prima c’era Ask, poi Sarahah e ThisCrush: non significa che il problema sia legato alle piattaforme del web ma dipende dall’uso distorto che ne viene fatto. Per tale ragione non bisogna lanciare allarmismi inutili ma andare a lavorare sulle modalità relazionali dei ragazzi di oggi.

Inoltre, poiché succede che i ragazzi si trovino vittime di spiacevoli pettegolezzi, di critiche e giudizi negativi da parte di coetanei, è importante che siano aiutati a sviluppare una sicurezza interna.

E’ importante che i genitori li aiutino a capire quando si tratta di critiche distruttive, fatte soltanto con lo scopo di fare del male: devono imparare a valutare che a scrivere certe cose sono persone che si coprono dietro un anonimato, per cui devono dargli il giusto peso, senza lasciarsi sopraffare e sentendosi anche liberi di cancellare il proprio account da certe piattaforme, se vogliono, senza sentirsi giudicati.

(Rdi Maura Manca, Presidente Osservatorio nazionale adolescenza, direttore di AdoleScienza.it)

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