Perché gli asili stanno vietando l’ingresso ai bambini non vaccinati

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Si moltiplicano i casi di bambini ai quali è inibito l’ingresso e la frequenza agli asili perché non in regola con le vaccinazioni obbligatorie.

Come scrive Margherita De Bac su corriere.it

È successo a Prato, con otto alunni per la maggior parte stranieri, e a Perugia dove i genitori hanno chiesto alle autorità regionali di poter almeno far terminare l’anno scolastico. Ieri un altro episodio nel Torinese: i genitori che hanno accompagnato la loro piccola hanno trovato ad attenderli i vigili allertati dal sindaco di Torre Pellice, Marco Cogno. Il papà, un medico attivista no vax, il 21 marzo aveva ricevuto la lettera dove si informava che la bimba non sarebbe stata accolta in aula.
È molto probabile che ci siano altri casi. In Puglia «ci sono stati riferiti episodi sporadici di ritiro spontaneo del bambino. Ormai l’anno volge al termine, non ci sono state polemiche», racconta Michele Conversano, direttore della prevenzione alla Asl di Taranto. Resta un problema la Provincia autonoma di Bolzano, storicamente refrattaria alle profilassi specie nelle zone rurali di lingua tedesca. È verosimile che diversi bimbi siano rimasti in classe, nonostante il mancato rispetto della legge.

La legge sui vaccini è la n. 119 del 31 luglio 2017, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 agosto e prevede dieci vaccini obbligatori e gratuiti e quattro vaccini “fortemente raccomandati” e gratuiti. 

VACCINI OBBLIGATORI E GRATUITI

Per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite – in base alle specifiche indicazioni del Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita – le seguenti vaccinazioni:

  • anti-poliomielitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b
  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella

L’obbligatorietà per le ultime quattro è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte.

vaccinazioni d offerta attiva e gratuita, ma senza obbligo, da parte di Regioni e Province autonome:

  • anti-meningococcica B
  • anti-meningococcica C
  • anti-pneumococcica
  • anti-rotavirus.

Le vaccinazioni obbligatorie, secondo la legge, che aveva convertito il cosiddetto “decreto Lorenzin”, dal nome del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, sono vincolanti per iscrizione ad asili e servizi per infanzia. e obbligatori  anche per gli studenti fino a 16 anni. Le sanzioni previste dalla legge per chi non rispetta l’obbligo va da 100 a 500 euro.

Con la nota congiunta 467 del 27 febbraio scorso, il ministero della Salute e il ministero dell’Istruzione, avevano chiarito le indicazioni operative per il rispetto della legge per gli anni scolastici 2017-2018 e 2018-2019:

Entro il 10 marzo 2018: i genitori/tutori/affidatari, che abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva, dovranno presentare alle scuole la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie (copia del libretto delle vaccinazioni timbrato dal competente servizio della ASL o il certificato vaccinai e oppure l’attestazione datata rilasciata dal competente servizio della ASL, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età).

Entro il 10 marzo 2018: i genitori/tutori/affidatari che si siano avvalsi della possibilità di dichiarare di aver richiesto alla ASL di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate, nel caso in cui ai minori non siano ancora state somministrate tutte le vaccinazioni obbligatorie, dovranno dare prova, con documentazione rilasciata dalla Azienda sanitaria locale, di aver presentato alla medesima Azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata successivamente alla predetta data.

I genitori/tutori/affidatari sono tenuti, non appena assolto l’obbligo vaccinale, a produrre idonea documentazione comprovante l’avvenuto adempimento.

Scuole dell’infanzia: la presentazione, entro il 10 marzo 2018, della documentazione sopra riportata costituisce requisito per continuare a frequentare, fino alla fine dell’anno scolastico. In caso di mancata presentazione della documentazione, il diniego di accesso ai servizi sarà reso noto alle famiglie del minore mediante comunicazione formale del dirigente scolastico, adeguatamente motivata. Il minore non in regola ed escluso dall’accesso ai servizi rimarrà iscritto e sarà nuovamente ammesso ai servizi, successivamente alla presentazione della documentazione richiesta.

Entro il 30 aprile prossimo, invece,  i dirigenti scolastici trasmetteranno la documentazione ovvero comunicheranno l’eventuale mancato deposito, alla Azienda sanitaria locale.

In ogni caso, è sempre fatta salva l’iscrizione a istituti e scuole di ogni ordine e grado: anche i bambini da zero a sei anni che saranno stati esclusi, resteranno iscritti e saranno riammessi alla frequenza non appena regolarizzati.

 

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1 commento

  1. […] ancora irrealistico: colpa della superficialità e della diffidenza nei confronti dei vaccini (questione spinosa e di stretta attualità), come spiega il Prof. Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà […]

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