Perché la Torre di Pisa spiega il fatto che Pasqua non è mai lo stesso giorno

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Il calendario cristiano della Pasqua è molto particolare perché, di anno in anno, la festività non cade mai lo stesso giorno. La data viene fissata di anno in anno in base al primo plenilunio che segue all’equinozio di primavera.
Sistema in uso a partire dal IV Secolo, la Pasqua cristiana cade la domenica successiva alla prima notte di plenilunio che segue l’inizio della primavera (21 Marzo).

La data della Pasqua viene stabilita con un calcolo che deve tenere conto della luna piena del mese di marzo, perché la notte in cui gli ebrei fuggirono dall’Egitto era una notte di luna piena.

La Pasqua cristiana viene celebrata la domenica seguente il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, perché è il giorno che coincide con l’inizio dei festeggiamenti della Pasqua ebraica che dura per 8 giorni. Quindi, se il 21 marzo è luna piena e cade di sabato, la Pasqua sarà celebrata il giorno seguente, ovvero il 22 di marzo. Per determinare la data, in occasione del Concilio di Nicea, venne adottato il ciclo astronomico del greco Metone, vissuto nel V secolo avanti Cristo; come base per il computo, si usa il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e della risurrezione di Gesù.

Cosa c’entra la Torre di Pisa?
Nei diecimila anni trascorsi dall’alba della civiltà al 1582 tutti i popoli avevano cercato di sincronizzare le date dei
loro calendari con il susseguirsi delle stagioni, mai con un determinato giorno dell’anno, com’è l’equinozio di
primavera. Il nostro calendario nasce dalla esigenza di sincronizzare con l’equinozio di primavera, il che vuol dire
appena un giorno in un anno, l’informazione che ci viene data dal calendario stesso. Motivo: Cristo risorge la prima
domenica dopo il plenilunio che segue l’equinozio di primavera. Sbagliare la data dell’equinozio ha come
conseguenza che il giorno di Pasqua non è corretto.

La Resurrezione di Cristo mette nel Calendario l’esigenza di conoscere i tre movimenti della Terra. Quello di rotazione a trottola che dura 24 ore e da cui nascono il giorno e la notte; quello detto di rivoluzione attorno al Sole da cui nascono le stagioni (grazie al fatto che l’asse della trottola Terra non è perpendicolare al piano dell’orbita); il terzo movimento spiega come mai la nostra Stella Polare è diversa da quella degli Egizi. Se l’uomo riuscisse a vivere mille volte più a lungo della attuale massima quantità d’anni (cento), vedrebbe che nel corso della sua vita la Stella Polare cambia e che l’asse della trottola-Terra non è fisso nel Cosmo. Sarebbe come toccare con mano il terzo movimento della Terra.
Questo terzo movimento (che smantella il legame tra segni zodiacali e date di calendario) è stato scoperto da
Ipparco di Nicèa duemiladuecento anni fa, ma ancora oggi poco noto.

La Torre di Pisa deve la sua fama al fatto che l’angolo tra il suo asse e la perpendicolare al piano su cui è posta, il
prato, non è zero. Se fosse zero la Torre di Pisa sarebbe perfettamente perpendicolare al prato e non sarebbe
così famosa. C’è un altro angolo di gran lunga più importante per noi: se fosse zero non avremmo le stagioni. Al posto dell’asse della Torre dobbiamo immaginare l’asse della trottola-Terra. E al posto del prato, il piano su cui si trova la pista cosmica – detta orbita – che circonda il Sole e sulla quale viaggiamo a quasi 110.000 km orari. C’è un altro angolo di gran lunga più importante per noi: se fosse zero non avremmo le stagioni. Al posto dell’asse della Torre dobbiamo immaginare l’asse della trottola-Terra. E al posto del prato, il piano su cui si trova la pista cosmica – detta orbita – che circonda il Sole e sulla quale viaggiamo a quasi 110.000 km orari.

Ci sarebbe un modo per aumentare di molto la fama della Torre di Pisa: basterebbe farla girare attorno alla
perpendicolare al prato, che possiamo visualizzare come un altissimo palo piantato accanto alla Torre. Questo
movimento della Torre, attorno al palo perpendicolare al prato non è possibile in quanto la Torre è ben fissa al
suolo.

È invece possibile con l’asse della trottola-Terra, in quanto il centro della trottola viaggia sulla pista cosmica.
Questa pista non è come il prato; essa si trova nello spazio cosmico vuoto ed è generata dalla forza di attrazione
gravitazionale che la massa del Sole esercita sulla trottola-Terra. Questa forza vorrebbe che l’asse della trottola
finisse sul piano dell’orbita. A questo si oppone una ben nota Legge Fondamentale della Natura. È la stessa legge
che impone una piccola elica supplementare negli elicotteri. Se non ci fosse quest’elica, la cabina si metterebbe a
ruotare in senso opposto a quello in cui ruotano le pale sostenitrici del volo. Ecco perché l’asse della trottola-Terra
subisce una rotazione attorno alla perpendicolare al piano dell’orbita. È come se la Torre di Pisa fosse costretta a
girare attorno al palo.
È questo il terzo movimento della Terra. Da esso nasce ciò che Ipparco chiamò il movimento di «precessione degli
equinozi». Il grande astronomo greco infatti scoprì che la data di un equinozio si muove in avanti (precede quella
degli anni precedenti) se il calendario non ne tiene conto.

Per non commettere errori sulla ricorrenza della Pasqua è necessario sincronizzare la data del calendario con i tre movimenti della Terra e quelli della Luna.
Il privilegio di risolvere questo problema doveva spettare a un cattolico, Aloysius Lilius, nato a Cirò. Di lui la
Regione Calabria ha iniziato nel 2010 le celebrazioni per il quinto centenario della nascita. Questo appassionato
studioso dei movimenti di Terra e Luna propose a Papa Gregorio XIII due correzioni al Calendario Giuliano che tutti
usavano.

La prima era di togliere dieci giorni al calendario esistente per correggere il ritardo accumulato nei secoli
precedenti; la seconda era di togliere nel nuovo calendario tre giorni ogni quattro secoli. Gregorio XIII ebbe il
coraggio di promulgare il nuovo calendario con la Bolla «Inter gravissimas pastoralis officii nostri curas» firmata a
Mondragone (Frascati) il 24 febbraio 1582. Il Calendario Gregoriano aveva una precisione incredibile per quei
tempi. Il pendolo non era ancora stato inventato e nessuno sarebbe stato in grado di misurare la precisione di
sette centesimi di secondo al giorno.

La cosa straordinaria è che il Calendario Gregoriano è stato elaborato prima che Galilei scoprisse la Scienza. Esso
nasce infatti dalla «concezione mistica del Tempo» grazie a Dionigi il Piccolo, mille anni prima che Aloysius Lilius
riuscisse a calcolarne i giorni esatti e Papa Gregorio XIII nel 1582 ne decretasse le regole. Togliendo ancora altri
tre giorni ogni cento secoli e due giorni ogni milione di anni si ottiene il calendario «perfetto».
Con esso la data della Pasqua e l’equinozio di primavera resteranno perfettamente sincronizzati fintantocchè il
Sole brillerà, il che vuol dire, per i prossimi cinque miliardi di anni. Al calendario perfetto non sarebbe stato
possibile arrivare senza la concezione «mistica del Tempo» che stabilisce l’occorrenza della Risurrezione di Gesù
in una data legata alla sequenza di tutti i movimenti di Terra e Luna. Ecco perché la Pasqua non corrisponde a una
data fissa del calendario, come è il Natale, sempre il 25 dicembre.

Il calendario

Pasqua cadrà sempre in un arco temporale compreso tra il 22 marzo e il 25 aprile.  A questo periodo si lega la definizione popolare di Pasqua bassa quando cade nel mese di marzo o nei primi giorni di aprile; Pasqua alta quando si festeggia nel periodo successivo.

Ecco il calendario di quando si festeggerà Pasqua di qui al 2030:

Pasqua 2019 – 21 aprile

Pasqua 2020 – 12 aprile

Pasqua 2021 – 4 aprile

Pasqua 2022 – 17 aprile

Pasqua 2023 – 9 aprile

Pasqua 2024 – 31 marzo

Pasqua 2025 – 20 aprile

Pasqua 2026 – 5 aprile

Pasqua 2027 – 28 marzo

Pasqua 2028 – 16 aprile

Pasqua 2029 – 1 aprile

Pasqua 2030 – 21 aprile

 

(Fonti: Il giornale, Sapere, varie)

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